Ultima modifica: 23 Luglio 2019

L’esperienza ai Mondiali di Sydney del Tecno Team di Castellanza

Siamo tornati, ma per tutti noi sarà impossibile dimenticare le emozioni di questo viaggio, di questa sfida.

Ma cominciamo dall’inizio. Dopo la partecipazione a “Futura Varese” e la conquista del titolo italiano, che ci ha permesso di aggiudicarci la partecipazione al Campionato RoboCup Mondiale di Sydney, la nostra squadra di robotica composta da cinque studenti di Terza media, un giovane universitario e da me, si è sentita investita di un compito importante: competere con altre squadre, provenienti da tutto il Mondo. Due le cose da fare: lavorare al miglioramento del progetto e reperire i fondi necessari.Così ci siamo dati da fare per l’una e l’altra delle priorità. Ai due robot, protagonisti della “RoboCup Italia”,  CesTino  e CesTina, si sono aggiunti altri due cestoni-robot “Plastic” e “Can”.  Oltre al messaggio sulla raccolta della carta, abbiamo voluto portare, in questo modo, anche quello della “differenziata” di plastica e lattine, sottolineando l’importanza che tutti dobbiamo dare alla gestione dei rifiuti, come i cittadini di Castellanza “sanno farebene”.

Abbiamo poi attivato la ricerca dei fondi e siamo rimasti colpiti dalla generosità di quanti abbiamo interpellato o si sono interessati al nostro progetto. A partire da GerryScotti, come ambasciatore della Ricerca per Regione Lombardia, dall’Unione degli Industriali della Provincia di Varese e dal Comune di Castellanza, sono stati molti, privati, Aziende e Associazioni, che hanno voluto contribuire alla copertura dei costi del viaggio e della permanenza a Sydney della squadra. E’ grazie a tutti loro che il nostro gruppo, cui si è aggiunta un’altra insegnante, ha potuto partecipare a questa manifestazione internazionale.

Molte le tipologie di gara. Alla nostra, “OnStage junior”, venti le squadre iscritte. Cinque i giorni di gara, compreso quello dedicato ai SuperTeam, formazioni composte da tre Team di Nazioni diverse. Giorni intensi di prove e di revisioni sui desks destinati alle squadre, presso il Centro Congressi di Sydney e poi ancora a casa. Poi la dimostrazione Tecnica, l’intervista e infine la performance: due minuti di rappresentazione, costati ore di lavoro. Il bilancio? Non siamo arrivati sul podio, come in fondo speravamo tutti, ma è stata sicuramente una esperienza importante, sotto tanti e diversi profili. L’orgoglio di rappresentare l’Italia, competere in un Paese così lontano, trovarsi a contatto con tante altre squadre e realtà provenienti da tutto il Mondo, visitare una città così affascinante come Sydney. Ogni giorno è stato vissuto intensamente e ci ha riservato grandi emozioni, sia sul campo di gara che nei momenti di relax in giro per la città. Tanto impegno, tanti bei momenti da ricordare, tante abilità e competenze messe in gioco e che speriamo possano essere di sprone per affrontare nuove sfide e a raggiungere altri traguardi.

il mentor Emanuela Da Ronch




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