Ultima modifica: 5 Febbraio 2020

Le parole fanno più male delle botte

Molto toccante e coinvolgente per gli alunni delle classi seconde e terze della secondaria Da Vinci l’incontro avvenuto il 24 gennaio in Aula Magna con il dr. Paolo Picchio, padre di Carolina, la quattordicenne di Novara morta suicida nella notte tra il 4 e il 5 gennaio 2013 a seguito di gravi episodi di cyberbullismo operato attraverso un video prodotto e messo in rete da alcuni suoi “amici” tra cui il fidanzatino. Il racconto della drammatica esperienza, vissuta in prima persona dal genitore della vittima cui è stata dedicata la prima legge in Europa contro il cyberbullismo, è stato preceduto da un momento formativo in cui, in maniera ludica e interattiva, i ragazzi sono stati avvicinati alla conoscenza e alla comprensione delle varie forme di bullismo che si attuano attraverso la rete e le nuove tecnologie. Dal dibattito è emerso che molti dei nostri ragazzi, pur essendo costantemente informati sui rischi connessi all’uso inconsapevole della rete, tendono a sottovalutarli, che si considerano dipendenti dallo smartphone e che sono iscritti ad uno o più social network, nonostante la legge italiana fissi a 14 anni l’età minima per farne parte. Inoltre, un ragazzo su quattro, secondo la Fondazione Carolina, risulta coinvolto a vario titolo in episodi di cyberbullismo. Il dr. Picchio ha sottolineato con forza e coraggio a una platea visibilmente commossa che il bullismo non può essere considerato “una ragazzata”  e che nel dolore non c’è nulla di virtuale. È necessario, pertanto, che la scuola, in cui da qualche anno è presente un referente per il cyberbullismo,  attui delle misure di prevenzione mediante incontri a tema rivolti ad alunni, genitori e insegnanti affinché si maturino consapevolezza, empatia, solidarietà e coraggio di denunciare. Perché quanto accaduto a Carolina non si ripeta mai più!
Desirèe La Bruna

 

 

 

 

 

 

 




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