Ultima modifica: 1 Febbraio 2020

La memoria rende liberi

Il 30 gennaio 2020, in occasione della Celebrazione della Giornata della Memoria, le classi terze sono andate a Milano a visitare il Memoriale della Shoah, comunemente conosciuto come il “Binario 21”. Ad accompagnare i ragazzi, oltre ai loro docenti, le autorità cittadine che hanno reso possibile questa iniziativa grazie ai fondi del Piano di diritto allo studio, il sindaco dr.ssa Cerini e la responsabile del settore Istruzione dr.ssa Ramella, e due rappresentanti dell’ANPI di Castellanza tra cui la presidente Ivana Sonna. Il Memoriale sorge nella zona sottostante il piano dei binari della Stazione Centrale di Milano, nell’area destinata negli anni ’30 allo smistamento della posta e divenuta, durante l’occupazione nazista, una delle tappe dello sterminio di molti ebrei italiani e dissidenti politici. Tra il 1943 e il 1945 innocenti di ogni età vennero ammassati come bestie (in media 50-80 a vagone) andando a formare 20 convogli speciali diretti ad Auschwitz. La posizione nascosta del binario, al di sotto del manto stradale, permise all’esercito di proseguire l’operazione senza essere disturbato. All’ingresso la scritta “INDIFFERENZA”, fortemente voluta da Liliana Segre, rappresenta il sentimento che ha reso possibile la deportazione e fa da monito al visitatore per tutto il percorso. Nel memoriale della Shoah è, inoltre, presente il Muro dei nomi, 774 persone appartenenti al carico umano dei convogli RSHA partiti il 6 dicembre 1943 e il 30 gennaio 1944 dalla Stazione Centrale di Milano con destinazione Auschwitz-Birkenau. In bianco sono segnati i nomi delle vittime, in rosso quelli dei 27 sopravvissuti tra cui Liliana Segre, unica superstite oggi ancora in grado di testimoniare. In religioso silenzio i ragazzi hanno attraversato questo luogo sacro di memoria e conoscenza, ascoltando con interesse e sentita partecipazione gli orrori perpetrati dai nazisti grazie anche all’indifferenza di chi non ha fatto nulla per evitarli. La visita ha permesso loro di cogliere il livello di maggior degrado dell’essere umano, nella speranza che esso non debba più ripetersi, e di perpetuare il ricordo e la memoria di troppe vittime innocenti che il negazionismo e l’oblio tentano invano di cancellare.

Desirèe La Bruna

 




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